Preview: Nirvana 3

Accidenti, ora capiamo come possa essersi sentito il povero ministro Scajola quando ha scoperto che, a sua insaputa, qualcuno gli aveva pagato l’appartamento di lusso, vista Colosseo, dove abitava.

Eh, sì, perché, sempre a nostra insaputa, Paninicomics, ha messo online le prime 8 pagine del terzo episodio di Nirvana.

Godetevele!

P.S. Cogliamo anche l’occasione di ricordarvi, visto che ognuno ha i lettori che si merita e i nostri – per forza di cose – sono particolarmente duri, che sabato prossimo saremo a Roma, nella fumetteria Starshop di via degli Scipioni 116, per presentare Nirvana, Don Zauker e cazzeggiare un po’ in armonia con l’universo.

‘o ricuttaro ‘nnammurato.

Nirvana; numero 2; pagina 29.

Ramiro consiglia a Buddha, e agli altri poliziotti che lo stanno pestando, il nome di un’inesistente pizzeria: ‘O ricuttaro ‘nnammurato.

Tra le molte citazioni del secondo albo di Nirvana, questa è quella che preferiamo.

C’è qualcuno che, senza l’aiuto di Google, ha capito a cosa facevamo riferimento?

Il primo che indovina, vince un invito a cena da Golem.

Sempre che apprezzi il coniglio, ovviamente.

 

P. S. Eh, sì, lo ammettiamo: il nostro sogno sarebbe quello di vedere, ad una prossima fiera di fumetti, un cosplayer di Golem, con un coniglio di peluche piantato davanti, a mo’ di polena. Non crediamo che saremmo capaci di trattenere le lacrime.

Perché in fondo siamo due teneroni.

NIRVANA TOUR 2012

Ci sembra non manchi niente, no?

Ma siccome il mondo, (e il mondo del fumetto in particolare, e il mondo del fumetto che si relaziona con internet, ancor più in particolare) è formato spesso da gente desolantemente impermeabile all’apprendimento anche delle nozioni più elementari, lo ripetiamo:

Sabato 25 febbraio saremo per la prima volta A ROMA.*

Per la gioia di tutti quelli che ci hanno sempre chiesto “Ahò, ma quanno venite a Roma?” o anche: “A ‘mpuniti, fìi de ‘na mignotta, ma com’è che nun venite mai a Roma?”, che a questo punto dovranno presentarsi OBBLIGATORIAMENTE alla fumetteria Starshop di via Degli Scipioni 116, se non vogliono far piangere noi, il Santo Padre e la Madonnina, dai moccoli che ci sentiranno tirare mentre piangiamo.

Detto questo: ci vediamo colà.

* Sì, lo sappiamo, siamo stati a Romics lo scorso ottobre, ma Romics è a Fiumicino, no?

Stato di calamità.

Sincero entusiasmo per la bella iniziativa.

Dopo la neve, un’altra calamità!

A fine mese saremo a Roma, ospiti di una fumetteria (o del Santo Padre, ora si guarda) a parlare, firmare e cazzeggiare circa Nirvana, Don Zauker e tutto quello che ci (e vi) viene in mente.

Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

Appena ne sapremo di più, ovviamente…

Nirvana Social Network

Questa era la prima pagina del numero zero, per chi se lo fosse perso.

Leggendo queste poche note è possibile farsi una seppur vaga idea della personalità, come dire, confusa, ecco, del nostro Golem.

Chiedetegli l’amicizia, se avete coraggio.

Prossimamente pubblicheremo il profilo Facebook di tutti i protagonisti di Nirvana.

Uno per uno, nessuno escluso.

Se cercate nuovi amici…

Democrazia a fumetti.

Come qualcuno tra i più svegli di voi avrà notato, la rubrica della posta dei primi due albi di Nirvana era composta da mail appositamente e palesemente inventate da noi. Lo abbiamo fatto per ridere, per anticipare critiche-tipo (che poi sono arrivate tali e quali), soprattutto per prenderci un po’ per il culo e perché, ovviamente, al primo albo era impossibile avere già email e commenti da pubblicare.
Adesso, con l’approssimarsi della stampa del terzo episodio, di mail da pubblicare ne abbiamo diverse (a proposito: grazie a tutti voi che ci avete scritto), ciononostante, continueremo a pubblicare quelle false.
Questo perché in tanti, tra quelli che ci hanno scritto davvero, lo hanno fatto per chiederci di proseguire a inventare e pubblicare finte mail e finti commenti di altrettanto finti lettori, ma per la maggior parte – sigh! – ispirati a lettori verissimi.
Quindi, anche per il numero 3 le cose andranno così.
Ma non è detto che debba essere così per sempre, Giuda ballerino come Garrison di Amici! (rumore di pugno sul tavolo).
Sì, perché da oggi lanciamo il primo esperimento per le primarie di fumetto democratico, in cui i lettori, esprimendo il proprio voto, potranno decidere, fra numerose opzioni a loro disposizione, quella che dovrà caratterizzare la rubrica della posta dal quarto numero in poi.

Ecco, quindi, le opzioni tra le quali scegliere.

  1. Pubblicate le mail vere (come tutti gli altri)
  2. Pubblicate le mai finte (come tutti gli altri)
  3. Mimportaunasegadellemail (come a tutti gli altri)
  4. Pubblicate solo le mie mail

P.S. Naturalmente prenderemo in considerazione solo l’opzione seconda classificata, dato che – se conosciamo i nostri polli – vincerà a mani basse la numero 3.

Votate, votate, votate!

Maledizioni

 

Una delle più grandi maledizioni che perseguitano gli autori (o i sedicenti tali) di fumetti umoristico/satirici è quella di aver costantemente a che fare con intervistatori o semplici lettori che, al cospetto dell’autore, si sentono in dovere di essere sagaci, brillanti e spiritosi, quasi fosse una prova da superare, un captatio benevolentiae, un rivendicare e affermare la propria identità e autonomia o anche solo una sfida per il ruolo di maschio Alfa della specie.

Davvero, non ce n’è bisogno. Specialmente perché spesso gli autori – noi inclusi – sono individui grigi e scoglionati, oltre che imbarazzanti nelle pubbliche relazioni e sotto il profilo della coolness.

Nonostante ciò, nel 90% delle interviste che abbiamo fatto, quello sopracitato è un aspetto ci è sempre saltato all’occhio.

Non fa eccezione l’ultima.

Questa.

Dove, per inciso, diciamo le solite cose.

Però, se non avete di meglio da fare…

Eroi, comefosseantani!

Sì, Eroi, solo per un giorno.

E quel giorno sarà sabato 21 gennajo, alle ore 16,00 (più o meno, via… se poi fossero anche le 17,00 nessuno protesterà, vero?) saremo a Terni, ospiti della fumetteria ANTANI COMICS per presentare il secondo albo di Nirvana (ma anche il primo, il numero zero, e perfino LE MAGLIETTE, crepi l’avarizia!) e parlare di fumetti, umorismo, satira, Panini Comics, volgarità, numero di pagine in rapporto al prezzo, libertà di espressione, lettori duri, lettori durissimi, super eroi, serie tv, serie da edicola e altri mille eccitanti argomenti da segaioli praticanti.
Risponderemo a tutte le domande (compresa la famosa: Obluraschi?) e vergheremo, impreziosendole con cazzi vari, le vostre copie di Nirvana, Don Zauker e anche Diabolik e Capitan America, perché no.
Insomma, sarà davvero un bel pomeriggio all’insegna del divertimento, del buon gusto e dell’armonia tra i popoli.
Speriamo che a un certo punto arrivino Golem e Slobo!

Dialogo

sopra i minimi sistemi.

In cui gli autori di Nirvana si prendono la briga di chiarire alcune loro posizioni circa le scelte e lo stile narrativo adottato, con riferimento ad alcune osservazioni fatte sul forum di Comicus, ottenendo dallo stesso quello che si aspettavano, vale a dire dichiarazioni di alcuni utenti che si dicono contenti e soddisfatti e dichiarazioni di altri che invece non lo sono, o che comunque non apprezzano il comunicato. Comunicato che i baldi autori riportano integralmente qui, con l’invito a chiunque volesse discutere nel merito, a farlo senza problemi, come sempre.

Buongiorno a tutti.
Ci hanno segnalato i commenti, sul vostro forum, a proposito del primo numero di Nirvana e li abbiamo letti con curiosità. Premessa indispensabile: massimo rispetto per quelli a cui Nirvana non è piaciuto; la nostra è una proposta il cui giudizio in merito, nel bene o nel male, spetta unicamente a voi lettori. Detto questo, vorremmo fornire un nostro contributo alla discussione, non tanto per alimentare polemiche allo scopo di sfruttarne la risonanza in fatto di visibilità, cosa che consideriamo decisamente puerile (e per questo ottima dal punto di vista del marketing!); non c’interessa. Il motivo deriva da un fatto per noi curioso e interessante: alcuni lettori che in prima battuta erano rimasti interdetti, se non addirittura disgustati dall’albo, ci hanno scritto per dirci che in realtà, col passare del tempo e magari dopo una seconda lettura, hanno superato la barriera della crudezza, hanno saputo apprezzare alcuni aspetti e alla fine lo hanno giudicato molto positivamente, dando credito alla miniserie.
Il nostro scopo non è tanto quello di giustificarci o cercare di convincere i detrattori più accaniti; è giusto e sacrosanto che siano liberi di abbandonare Nirvana. Casomai tende a illustrare in modo un po’ più approfondito la questione a chi invece non sa ancora se provare Nirvana o proseguirne la lettura.

Veniamo alle obiezioni.

Volgarità.
Dal punto di vista di molti colleghi, Nirvana è una pazzia.
È una pazzia perché è un fumetto fatto di situazioni feroci e grottesche, perché usa un linguaggio forte e diretto, perché esce dalla tradizione, perché non si preoccupa di turbare i troppo sensibili, perché prende posizione su diversi aspetti della vita sociale senza paura di disturbare chi magari la pensa diversamente.
E ha una superficie volgare, brutale e grottesca.
Potremmo spaccare il capello in quattro sul significato di “volgarità” e su cosa sia realmente volgare oggi, ma non è questa la sede, né il momento.
Diciamo che se gran parte del nostro lavoro adotta una forma espressiva urticante e provocatoria, è una nostra precisa scelta stilistica, perché se in una storia ci sono degli assassini psicopatici, devono parlare ed agire da assassini psicopatici, non da seguaci del metodo Montessori. Consideratela una nostra reazione a un linguaggio plastificato e a contenuti politicamente corretti, garbati e buonisti a tutti i costi, che a nostro avviso hanno creato un’illusione soporifera che ha contribuito non poco a devastare il panorama culturale e dell’intrattenimento italiano, per non parlare del fumetto.
È una nostra considerazione, è normale che questa scelta non sia condivisa da tutti e lo mettiamo in conto fin dall’inizio. La nostra sfida folle è quella di estendere una comicità circoscritta a un numero limitato di lettori affezionati, al grande pubblico; dalla nicchia al mainstream, con tutti i rischi del caso.
Però, però.
Se si parla di mainstream, e per fare un paragone con le serie TV, al di fuori dei nostri ristretti confini si fa Shameless e nessuno si scandalizza, qui da noi si fanno I Cesaroni; mentre The Shield o Breaking bad segnano svolte innovative nel tipo di storia da raccontare e nel modo in cui farlo, da noi imperversavano il Maresciallo Rocca e Don Matteo. Ecco, noi ci identifichiamo di più in Shameless (o The Shield  o Breaking Bad, se si vuole parlare della violenza) e vogliamo provare a usare quei toni anche nel fumetto italiano, che nessuno ha vietato di essere brutto sporco e cattivo.
Naturalmente potrete obiettare “Ehi, quelli sono capolavori, mentre voi state facendo una cazzata”. Ed è vero. Però dato che questa nostra impressione rimane e non vogliamo impantanarci con un intrattenimento che a noi appare davvero ingessato e appiattito, vale il discorso di sopra: ci stiamo provando. Potremo riuscirci oppure no, ma sarà comunque valsa la pena provarci.  Altrimenti continueremo, nei secoli dei secoli, a leggere sempre le stesse cose e fare parodie su parodie sfruttando la pigrizia del pubblico per dargli qualcosa che farà meno fatica ad apprezzare, visto che, sottosotto, conosce già.

Nirvana è raccontato in maniera complessa…..non si capisce la storia, i protagonisti, etc…
E’ possibile che una parte di pubblico, di fronte a una serie a fumetti umoristica, si aspetti una storia dall’andamento lineare, semplificato, dove tutto sia funzionale alla battuta o alla gag, perché è solo la gag quello che conta. Ebbene, noi pensiamo questo accada perché inconsciamente venga naturale associare il fumetto umoristico a qualcosa per l’infanzia, qualcosa che fa sorridere i bambini e le suorine dell’oratorio, qualcosa di innocuo, elementare e ripetitivo da sfruttare magari per lanciare poi una linea di gadgets.
La nostra domanda retorica di partenza invece è stata: “E’ possibile rifarsi al gusto – a nostro avviso contemporaneo – di un quadro narrativo che si costruisce man mano che si prosegue nella lettura, anche per una serie umoristica?”
Intendiamoci, non stiamo certo parlando di “Finnegans wake” ma, a 27 anni da “C’era una volta in America”, a 17 da “Pulp fiction”, a 11 da “Memento” e a 3 da “The Millionaire”, per fare solo quattro esempi illustri, forse anche il fumetto umoristico può essere rinnovato nella scansione narrativa.
Per questo motivo non abbiate la premura di conoscere i retroscena dell’arresto di Ramiro e quello che sta dietro la sua testimonianza contro Ronson (e anche chi sia questo Ronson). Le cose verranno svelate man mano che si prosegue con la lettura, alla fine capirete tutto e ogni cosa avrà una sua logica e una sua spiegazione. Perfino i due extracomunitari sul barcone delle prime vignette non sono quel che sembrano.
Alla base del nostro lavoro c’è la voglia di rinnovare, e di farlo in maniera  decisa, senza mezze misure, assumendoci tutti i rischi del caso; Nirvana all’inizio (come capita spesso per qualsiasi novità) potrà sembrare difficile da seguire ma, se vi capita di dover andare in bagno più di una volta al giorno, provate a rileggerlo una seconda volta. Magari riuscirete ad apprezzare meglio alcuni aspetti che da principio vi erano sfuggiti. Se invece non vi va, potrete sempre usarlo per pulirvi.

Satira.
La satira in Nirvana non è certo Berlusconi. La presenza di Berlusconi nel primo numero e solo in quello, l’abbiamo spiegata qui: http://nirvanacomics.it/2011/12/20/black-holes-revelations/
Ma la satira di Nirvana è altra. E’ far dire a un personaggio di un fumetto mainstream, (mainstream, cercate di focalizzare il termine perché è importante. Don Zauker non è mainstream. Topolino lo è.) che Dio, Patria e Famiglia sono favole al pari di Pinocchio; la satira è mostrare (anche nei contenuti extra che non sono semplici riempitivi ma che fanno parte della storia) l’informazione sempre asservita al potere (non a Berlusconi, al potere in generale); oppure il diario di Cristy pieno di sragionamenti propri di tanti bimbiminkia o i deliri di Golem che si identifica con lo Stato di Israele. La satira si fa sul sociale (e proseguendo nella lettura ne vedrete delle belle, visto che le varie coperture di Ramiro ci consentiranno di affrontare diversi ambiti), la si fa su noi stessi e sul mondo che ci circonda, non sui politici che, dopo qualche mese (a volte, purtroppo, qualche anno) finiranno nel dimenticatoio. Potrà non essere abbastanza per voi, e va bene; ma in questo caso fateci qualche altro esempio di fumetto mainstream che abbia lo stesso coraggio.
Coraggio che vorremmo fosse riconosciuto anche a Panini. Al di là di simpatie o antipatie varie che possiate nutrire nei confronti della casa editrice modenese, ci sembra giusto riconoscere che hanno avuto un bel fegato a proporre Nirvana in tutte le edicole. Significa fare fumetti per passione, per cercare di cambiare qualche cosa e non per sfruttare commercialmente una moda, una parodia o un filone preesistente. Di questi tempi, davvero non è poco.

Ecco, queste, in sintesi, le nostre osservazioni. Naturalmente non abbiamo la pretesa di convincere nessuno. Ci piacerebbe però che chi è rimasto perplesso dal primo numero provasse a prendere anche il 2, perché è dal 2 che si decide tutto, fidatevi.
Sarà amore spassionato, oppure odio feroce, comunque due sentimenti che vi faranno sentire vivi.

Fine dell’intervento al quale non seguirà nessuna nostra replica.
Se ci volete, ci trovate qui: www.Nirvanacomics.it
Lo diciamo per eventuali domande, spiegazioni e curiosità, ma soprattutto prima di mettere in giro cazzate paurose senza essersi informati prima. Eviterete così di pestare merde clamorose, tipo accusare Panini di far pagare due volte le pagine del numero zero perché le avreste ritrovate nel numero uno, quando invece era tutto materiale inedito (che, per la cronaca, andrà a collocarsi, narrativamente parlando, tra il numero 4 e il 5).
In questi casi, magari chiedete a noi. Siamo qui per questo e siamo abituati da sempre a interagire personalmente, e volentieri, con i lettori.”"

Daniele Caluri e Emiliano Pagani.

Avanti tutta!

Oggi esce in tutta Italia il secondo episodio di Nirvana, dal titolo… insomma, è scritto qui sopra.

Alcuni hanno detto che Nirvana è un’operazione rischiosa, fuori dalla logica del fumetto umoristico, così come quest’ultimo viene concepito nel nostro Paese e con ben poche possibilità di raggiungere il successo presso il grandissimo pubblico, abituato a storie molto più semplici e soprattutto meno cattive.

Ma noi non facciamo fumetti per raggiungere il successo.

No, non è falsa modestia, anzi; abbiamo obiettivi ben più ambiziosi.

Facciamo fumetti per cambiare il mondo.

Nei nostri piani rientra l’abbattimento della crisi globale, la cancellazione del debito nei Paesi del Terzo Mondo, l’istruzione gratuita per tutti, la conversione totale all’energia verde, l’azzeramento planetario delle spese militari, il ripopolamento dei mari, l’ergastolo ai membri di Fitch e Goldman Sachs e l’abolizione delle sopracciglia depilate. Tutti insieme ce la possiamo fare.

Unitevi a noi o morite di noia.