“Non capisco cosa ci sia da ridere in un povero coniglietto sodomizzato da un energumeno visibilmente ritardato.”
Sì, sappiamo che sembra incredibile ma, nel desolante mondo dei forum, ai tempi di Nirvana 2, ci è capitato di leggere anche commenti di questo tipo.
È il solito discorso del dito e della luna, in fondo, no?
Uno legge quello che vuole leggere o che il suo gusto, la sua predisposizione e la sua intelligenza gli consentono di fare. Ma spostiamoci un attimo dal nostro piccolo orticello.
Un uomo che si fa una sega e si cosparge i capelli di sperma è una cosa abbastanza disgustosa, vero?
Eppure si tratta della scena forse più famosa di una commedia di grandissimo successo, trasmessa tranquillamente in tv, in prima serata.
Stiamo parlando di “Tutti pazzi per Mary” non di uno snuff movie. Questo per dire che quello che conta non è tanto il “cosa” quanto piuttosto il “come”. Sono il contesto, la preparazione, le conseguenze e gli effetti che fanno al differenza. Fermarsi ad una singola scena ed estrapolarla dal contesto per poi ricamarci sopra è sbagliato e intellettualmente disonesto.
Applicando lo stesso ragionamento a Crossed, l’ultima fatica di Garth Ennis (ma senza fare paragoni, sia chiaro; ché altrimenti ci sarà qualcuno subito pronto ad alzarsi per dire che ci siamo montati la testa), potremmo dire che non c’è niente da ridere in… SPOILER ALERT! …un energumeno, preda di un morbo misterioso che rende spaventosamente perversi, che picchia le sue vittime usando, a mo’ di manganello, il cazzo putrefatto di un cavallo urlando – appunto – CAZZOCAVALLO! come grido di battaglia.
E questo perché il pensiero che per suscitare l’ilarità di un pubblico maturo (com’è scritto in copertina) un povero cavallo che galoppava felice nelle verdi praterie, è stato evirato.
Ecco, com’è possibile apprezzare fumetti del genere?
Ora, a parte che una scena così, anche solo a sentirla raccontare, ci fa sganasciare dalle risate (ma noi siamo particolarmente sensibili, si sa) non è questo che dovrebbe generare o meno una discussione.
Perché si tratta di una storia di finzione, nello specifico a fumetti, non della realtà.
Perché si tratta di un fumetto in cui la posizione dell’autore rispetto a quanto succede e ai personaggi è abbastanza chiara, e soprattutto che gli eccessi raccapriccianti narrati e rappresentati sono il pretesto per raccontare altro.
Perché CAZZOCAVALLO è un personaggio che occupa (purtroppo, secondo noi) solo poche pagine in un’opera più lunga e complessa.
CAZZOCAVALLO che può piacere o non piacere, ma che non può essere ridotto all’intero senso di un’opera.
E stiamo parlando di Garth Ennis, intendiamoci, non di Kierkegaard.
Fermarsi a questo – o a dettagli simili – per giudicare, liquidare e condannare significa essere dei lettori ottusi, oppure essere dei bigotti, se non addirittura dei prevenuti che usano solo quello che gli fa comodo per condannare un autore che ha una visione sprezzante del loro modo d’intendere i fumetti e la vita o, nel peggiore dei casi, essere degli ottusi bigotti prevenuti.
Possibile che essere stati bombardati per anni da cose sempre uguali e sempre sulle stesse corde abbia abbassato a tal punto la soglia di senso critico o di capacità di approfindimento da far fuggire disgustati, irritati o scandalizzati, quando ci si trova davanti a qualcosa di un pochino più complesso della battutina fine a sé stessa o dell’eroe buono che prende a cazzottoni i cattivoni?
Ecco, è l’assenza di un comune codice comunicativo uno dei tanti, tanti, tanti motivi per i quali abbiamo preferito non partecipare mai a dibattiti e discussioni sterili, magari mordendoci la lingua in più di un’occasione.
Perché ad uno che scrive un commento come quello riportato ad inizio post, cosa gli vuoi rispondere? Che nessun animale è stato maltrattato durante la realizzazione di Nirvana 2 e che il coniglio della famosa scena era finto, mentre quello vero corre felice nei prati e mangia carote tutto il giorno?
Ci prestiamo più che volentieri, invece, per mail, interviste, interventi sui nostri due siti e dovunque sia possibile comunicare.
Nei covi degli ultrà o nei santuari dei fedeli integralisti preferiamo non andare.
Anche perché sono da sempre tra i nostri principali bersagli.
Presto (circa) alcune piccanti news su Nirvana.


la scena del coniglio, a mio avviso, è il momento comico più alto nella storia di NIRVANA.
giustissima la vs osservazione sul fatto che, sul far ridere, conta il COME e non il COSA.
mi sono sempre chiesto però se esistono degli argomenti su cui non è corretto scherzare e ridere.
o, al di là, della correttezza, ci sono argomenti su cui è impossibile far ridere?
per quanto mi riguarda, ad esempio, non potrei mai accettare battute su tragedie personali.
Per me non esistono argomenti su cui è impossibile far ridere, perché ognuno ha la propria sensibilità, e il proprio umorismo. Allo stesso tempo è impossibile far ridere tutti. Io ad esempio adoro il cinismo e il black humor, ma non sempre, e non so neppure io trovare razionalmente il discrimine. Se mi sembra (ma non necessariamente è) gratuito, non ragionato e utilizzato solo per scioccare e non per far sghignazzare o riflettere, mi infastidisce. Stessa identica cosa per volgarità e satira politica e religiosa (perché “il mio dio ha un martello” mi fa ridere e “credere che uno zombie ebreo” mi fa venir voglia di picchiare chi lo scrive? non lo so). E’ il bello dello humor.
A livello personale, il mio problema con Nirvana (esclusa la scena dei fumettisti e buona parte del numero 4) è questo.
Capito.
Noi la pensiamo in modo leggermente diverso.
Perché, a nostro avviso, anche scioccare, rompere certi schemi e determinate regole non scritte, in modo diretto e quasi brutale, può essere necessario.
Ma, come dici giustamente tu: ognuno ha la propria sensibilità e il proprio umorismo.
Per completezza… una bella immagine di Horsecock!
http://media.comicvine.com/uploads/5/55202/1399739-hc_super.jpg
Boh, per me il problema è tutto lì: dite bene che conta non tanto il “cosa” quanto piuttosto il “come”. Almeno per me, la scena del coniglio (ma anche Pinocchio, anche i monologhi sempre uguali tra Ramiro e Buddha) era gratuita, forzata e tirata per le lunghe, con un abuso del soliloquio “alla Don Zauker” che ha però poco senso in bocca a personaggi che non si fingono preti, e mi ha ricordato più la barzelletta della figlia che veste e spoglia la bambolina del padre che i fratelli Farrelly (che non mi piacciono, per inciso).
In questi mesi di pubblicazione di Nirvana ho letto più di un’alzata di scudi contro le critiche da parte vostra, sia per quelle gratuite che per quelle motivate. A mio avviso non c’è nulla di male nel fatto che alcuni abbiano trovato la comicità dei primi numeri di Nirvana di basso livello, e avendo invece apprezzato di più altre vostre precedenti opere ve lo facciano notare.
Tra l’altro il numero 4 mi è sembrato molto, molto più coeso e divertente degli altri, con situazioni comiche un po’ più naturali e meno forzate (sarà un caso o semplicemente una serie nata un po’ a casaccio sta trovando la sua identità?), ma post come questi mi lasciano un po’ così, sembrano roba alla Grillo (e dio minuscolo solo sa quanto detesto Grillo).
Boh?…vedi caro Marco, il discorso non è tanto il piacere o non piacere. Quelli sono gusti e sono molto vari. Pensa che il numero 4 che tu dici di preferire a tanti è sembrato quello più debole. Ma sono cose normali e vanno benissimo.
Nirvana non è nata a casaccio, credici. Piuttosto pensiamo che abbia spiazzato parecchi lettori che (chissà perché, visto che abbiamo sempre negato la cosa, fin dal primo annuncio della realizzazione di Nirvana) si aspettavano e volevano un nuovo Rat-Man… o un altro Don Zauker. Nirvana non è né l’una né l’altra cosa.
Uno è libero di criticare o di apprezzare quello che vuole, ma quello che chiediamo è un minimo di sforzo comunicativo e di ragionamento. Puoi dire che la scena in questione è forzata e va bene, se ne parla, se vuoi, ma se fai commenti come quello che abbiamo riportato, beh, c’è qualche problema, fratello.
Come – sempre leggendo alcune critiche – sostenere che il primo numero è su Berlusconi e dice cose già dette e ridette.
Nel primo numero Berlusconi appare solo per poche pagine ed ha un ruolo più che marginale nella storia. Se noti solo quello, beh, vuoi notare solo quello.
E poi queste famose cose dette e ridette ci piacerebbe sapere da chi e su quale altro fumetto da edicola.
No, perché se ci fossero fumetti da edicola che dicono le cose che diciamo noi nei nostri (e non solo sulla politica o la religione, ma anche su molti altri aspetti della società) ci piacerebbe poterli leggere.
Davvero, senza ironia.
E senza polemica, ci mancherebbe.
Rispondo qui ma vale anche per l’altro post ovviamente! Le reazioni al numero 4 di cui mi dite, e gli altri commenti qui sotto, dimostrano ulteriormente che davvero, in materia di opere intellettuali, la verità non esiste! E in fondo penso che facciate bene a non dare troppo peso ai commenti (ma solo il giusto), in quanto un’opera intellettuale diventa veramente scarsa, qualunque cosa essa sia, proprio quando si prostra troppo al desiderio degli altri. Sul nuovo Ratman e DZ, vi stupirò ancora ma.. a mio avviso il problema iniziale di Nirvana è stato proprio.. che ricordava troppo Don Zauker in certe cose, non mostrando da subito una sua identità precisa. Non pensate anche voi che la scena di Pinocchio (perdonate se la ritiro fuori, ma era all’inizio e forse per questo è quella che mi ha colpito in negativo di più), con Ramiro che arringa le guardie tirando fuori il “credere”, sembrasse davvero un’outtake di DZ? Ma senza il reverendo bianco a dire quelle frasi, la cosa sembrava più forzata. Sui dialoghi/monologhi mi fa piacere che la cosa sia stata condivisa da molti, perché questo ha modificato la struttura in positivo per i miei gusti. Sul detto e stradetto onestamente non intendevo nel mercato, ma proprio all’interno della vostra opera + produzione passata, nel senso che alcuni argomenti li trovo tirati un po’ per le lunghe nei volumi o sono già stati trattati abbondantemente da DZ o le vostre opere “soliste”. Certamente però è vero che non esiste un fumetto in edicola in Italia oggi che usi quel tipo di comicità.
In definitiva, l mio intervento, e vi ringrazio per le risposte, è nato soprattutto dal fatto che trovo post come questi bruttini e un po’ controproducenti. Come dite voi, alcune critiche a Nirvana sono oggettivamente assurde. Allora perché riportarle e dar loro peso, rischiando di dare l’impressione di essere impermeabili alle critiche tout court, anche quelle motivate? Quando soprattutto non lo siete, come dimostrato dai vostri commenti di risposta, del modo in cui avete gestito il “rodaggio” di Nirvana e come tra parentesi so benissimo che non siete, avendovi anche conosciuto di persona a Genova.
Vorrei rispondere a Marco,
io credo che i Paguri, con tutti i loro post sulle critiche ricevute, non stiano rispondendo a vecchi fedeli lettori delusi dal nuovo lavoro ma a chi si aspettava altro o, più semplicemente, non capisce certa comicità.
mi spiace dirlo ma che NIRVANA sia superiore o alla stessa altezza di DZ temo non lo pensino in molti.
E’ vero poi che tutto è soggettivo.
io ho riso da matti con il numero 2
mentre il 4 (che tu trovi il migliore) mi ha abbastanza annoiato.
in fine mi sento di far notare che una delle critiche più spesso sollevata dai frequentatori di questo blog (e mi ci metto anche io) sono le lunghe, poco ritmate e fuori contesto conversazioni golem/slobo.
Allo stesso modo, le conversazioni Golem/Slobo sono le cose che molti altri (noi compresi) preferiscono.
Te lo giuro!
Ma ci rendiamo conto che continuando a rispondere così non se ne esce.
Parlando più in generale, qualsiasi cosa che a noi piace, agli altri può fare schifo. Cosa possiamo farci se questi altri hanno gusti di merda?
No, a parte gli scherzi, ognuno è libero di criticare quello che vuole, però se proprio dobbiamo rispondere lo facciamo quando è possibile parlare con qualcuno disposto ad ascoltare.
Tutto qui.
Onestamente devo dire di aver frequentato poco ultimamente i commenti del blog, il fatto che non sia l’unico a trovare in quel modo le conversazioni golem/slobo mi fa piacere per il motivo detto prima.
I post sulle critiche, soprattutto se contenenti un tono sarcastico, sono a mio avviso un po’ controproducenti in quanto possono sembrare “snob”, così come il discorso del “non capire”, che oltre ad essere la versione over18 anni di “è invidioso”, mette in discussione la capacità intellettiva dell’avversario, cosa non propriamente corretta.
Al più, sarebbe giusto dire che la comicità di Nirvana non è per tutti, questo sicuramente. Anche lì però è un discorso relativo, perché ad esempio tornando all’esempio iniziale, io non ho nulla contro a me ha fatto ridere l’idea del coniglio sodomizzato, ma non molto l’esecuzione (troppo lunga, partendo dal dialogo con Slobo all’inizio dello sketch fino alla scena, a mio avviso un po’ troppo citofonata, della nonnetta che comincia a sbaciucchiarlo senza motivo se non..).
Come ho scritto sopra, se i Paguri sentono la necessità invece di dover cazziare chi si preoccupa per conigli sodomizzati nei fumetti (?), Berlusconi (??) e idiozie varie a mio avviso sbagliano a dar “spazio virtuale” a questa gente.. Mentre fanno bene ad evitare i forum, su questo do loro pienamente ragione XD
“Al più, sarebbe giusto dire che la comicità di Nirvana non è per tutti…”
Lo abbiamo ripetutto fino alla nausea, a partire da un anno prima del numero 1.
Che qualcuno possa non capire/offendersi/disapprovare lo mettiamo in preventivo in tutto quello che facciamo, fin dall’inizio.
Piacere a tutti non è mai stato nei nostri obiettivi.
Hai ragione che i post sarcastici sulle critiche possano sembrare snob ma noi volevamo – partendo dalla nostra esperienza – fare un discorso più ampio su un certo modo di ragionare.
La frase iniziale non la intendiamo come una critica ma come un ben più preoccupante sintomo di rincoglionimento.
Le ciritche, che per esempio anche tu ci muovi, le accettiamo e, come vedi, ne discutiamo tranquillamente.
Ma passiamo oltre, al grido di: CAZZOCAVALLO!
Qualcuno ha letto Crossed?
Crossed e bellissimo!
Mi ha traumatizzato un bel po’ la scena della famiglia massacrata ma Ennis è sempre Ennis.
Per il resto sono un po’ d’accordo con Marco, questi post non mi fanno impazzire. Ho trovato esilarante invece la posta del numero 3, secondo me là avete risposto alle “critiche” con molta più classe!
Caro Marco, se ti abbiamo dato l’impressione di alzare gli scudi contro le critiche ci dispiace, perché ti assicuriamo che non è così. L’oggetto dell nostro sgomento erano – e sono – le critiche campate in aria, o argomentate a pene di segugio, o semplicemente non argomentate, perché non si capisce quale sia l’oggetto della discordia.
Diverse, invece, sono le opinioni che entrano nel merito delle cose e di cui facciamo tesoro, anche se ciò non è visibile agli occhi dei lettori perché rientra nei processi creativi in corso d’opera.
Quanto a quello che dici riguardo al “come”, è naturale che se alcune sequenze o situazioni non ti siano piaciute o ti abbiano fatto ridere poco, ciò rientra nei gusti personali di ognuno, e da lì in poi non abbiamo più potere. D’altra parte, abbiamo riconosciuto che ci sono state un paio di sequenze forse tirate troppo per le lunghe, e questa è una delle cose su cui abbiamo lavorato cercando di migliorarci, come vedrai. Per fortuna c’è anche chi, come te, ha capito che una miniserie ha bisogno di un iniziale rodaggio.
E questo è quanto.
(La doppia risposta è dovuta al fatto che siamo in due, e abbiamo risposto in contemporanea).
Sì, ma per rispondere a qualcuno devi cliccare sulla parola “rispondi” in fondo al commento, popo’ di duro!
Scusate l’uso personale del sito.
1: posso dirlo? ero in treno…ho visto la scena del coniglio…il vagone si è voltato perchè ho iniziato a ridere come uno scemo…
2: L’energumeno non è ritardato: è tale e quale a un mio amico che fa il muratore e guadagna sui 4000 euro al mese… non per dire, ma in questo è più sveglio della media. Grosso uguale e quando parla finisce tutte le parole con la u (ciau che fau oggiu) e fa esattamente lo stesso tipo di ragionamenti…chi lo definisce ritardato mi pare un pochino razzista e sempre a parer mio non ha colto che si tratta se mai della stereotipizzazione dei tipi grandi e grossi che menano (per intenderci come lillo e greg prendevano in giro lo stesso tipo di soggetto in ” a noi gino lo menamo”), ma anche che fanno i tronisti, i palestrati, i giocatori di calcio. Scusate ma i dietro le quinte delle interviste dei calciatori li avete mai sentiti? incapaci anche di dire due parole in fila…che sarebbero ritardati??
Tra parentesi, perché non c’entra un cazzo: noi amiamo Lillo e Greg!
pure io!!
Se fossi particolarmente sensibile a certe cose, forse mi sarei scandalizzato di più nella vignetta in cui Ramiro scaglia in mare un immigrato legato…e visto che erano le prime pagine del numero 1 forse avrei deciso che quel fumetto non faceva per me. Personalmente credo che Nirvana abbia una coerenza di black humor su tutti i fronti, per cui trovo difficile discriminarne alcune rispetto ad altre.
Io lo trovo semplicemente geniale e vi faccio i miei complimenti.
Grazie dei complimenti e… riguardo al migrante legato:le cose non sono quello che sembrano.
Nel 5 capirai di più.
Io, a quanto pare ingenuamente, continuo a sorprendermi quando leggo di fatti e soprattutto dibattiti che hanno per protagonisti stranieri vittime di xenofobia, froci pestati a sangue, e comici di satira troppo volgari e provocatori…
È forse legittimo che il governo italiano si responsabilizzi nei confronti di stranieri emigranti nel nostro paese?
Froci pestati a sangue: l’omosessualità è non è una malattia curabile?
Troppe parolacce in tv. L’indignazione del Papa si manifesta nei corridoi vaticani attraverso potenti scorreggioni…
Ecco, non so come dire, a me queste cose mi sorprendono ancora. Mi c’incazzo o, più spesso, mi abbattono l’umore provocandomi una totale ma per fortuna momentanea impotenza.
Perché secondo me è non volgare, ma VOLGARISSIMO, nel 2012 (ma anche prima) dare credito giornalistico a stronzi e sfortunati razzisti, dubitare della normalità di un omosessuale quando sono ormai millenni che coppie di uomini, cani dello stesso sesso e lesbiche attempate se lo stantuffano nel culo e se la grattano a vicenda.
Così come ritengo volgare (intellettualmente e non solo) il fatto che le parole del più alto esponente di una volgarissima setta possano avere un peso socio-politico.
Se almeno dicesse cose interessanti…
Ecco, per me queste cose sono volgari, sono sintomo d’ignoranza, di meschinità, di abbrutimento umano.
Ma basta anche meno, per essere volgari: comicità di bassa lega protagonista di troppi spazi televisivi, film vietati ai maggiori di tre anni, zoccolette analfabete, pubblicità agghiaccianti e fuorvianti.
Io credo che frasi come quelle citate dai Paguri in apertura siano il sintomo inequivocabile di un pericolosissimo morbo sviluppatosi a cavallo del più atroce bigottismo cattolico e della più becera e poco stimolante comicità televisiva.
Perciò continuate a disegnare e scrivere le vostre storie, per carità, senza dare troppo credito a chi scrive boiate come quella: perché tutti un giorno possano sorprendersi quando qualcuno le dice.
Per inciso: a me di Nirvana non divertono diverse cose, ma ne riconosco il valore narrativo.
E in questo senso, anche le sue tante volgarità che a me non fanno ridere portano, sempre secondo me, avanti una storia. Perché i Paguri sanno raccontare.
Sempre per inciso: riferendomi ad un vostro altro post, comprando Nirvana non mi aspettavo un nuovo Don Zauker, ma una naturale evoluzione di quella divertente cattiveria e di quell’ancora più divertente schema narrativo. Nirvana è un’altra cosa e io non sono il suo fruitore più adatto, tutto qui.
Besos a todos los putos.
Concordiamo quasi su tutto.
Compreso l’aspetttiva (in parte delusa) di un’evoluzione di Don Zauker, ma Nirvana non era il mezzo adatto per una cosa del genere.
Ci piacerebbe continuare a sviluppare Don Zauker (evolvendoci, come dici tu, non sfruttando la falsariga dei successi precedenti) e anche provare a confrontarci con qualcosa di radicalmente diverso, ma ci vuole tempo e noi adesso ne abbiamo molto poco.
Però ci torneremo sopra, non subito, ma quanto prima.
Diciamo che sono alcuni dei principali progetti per il futuro.
Bene. Felicità e rosee aspettative si fanno strada in me, ovviamente sempre attraverso pertugi non convenzionali.
ragazzi,
gentilmente, per favore, continuate così.
A me, e a tanti altri, ci piacete esattamente così. Nel senso che anche a me a volte è capitato di incontrare vignette che mi hanno lasciato lì per lì un pò ‘scosso’, ma poi le ho capite, apprezzate, godute fino in fondo ed è stata l’occasione per fare un passo avanti a livello critico: lo scopo del gioco non è solo far ridere, ma anche emozionare, diobono.
Ieri sera ero a vedere “the hunger games”, sono stato in ansia per 2 ore e 20, hanno anche ammazzato una figliola piccina, ma non è che sono uscito dal cinema dicendo “film coi controcazzi, ma di cattivo gusto quel pezzettino lì dove ammazzan la bambina”.
Com’è “Hunger Games”?
Vale uscire di casa e spendere una cifra spropositata per vederlo?
Per me sì.
Però non so se è ancora in programmazione…
al limite andateci di mercoledì
Ragazzi, grazie davvero a tutti, anche e soprattutto a quelli che hanno esposto delle critiche, davvero.
Grazie.
E, per chiudere: noi ascoltiamo tutti e prendiamo in considerazione tutte le osservazioni (o almeno quelle argomentate) però non andiamo incontro ai gusti di nessuno. Nei limiti del possibile, facciamo solo quello che ci piace e ci diverte.
Se questo, casualmente, piace anche ad altre persone, tanto meglio. Altrimenti, pazienza.
Però volevamo parlare anche di Crossed, di Ennis e di altri fumetti e modi di intendere il fumetto, non solo di noi.
Vabbè, lo faremo nel prossimo post.
Ho apprezzato, in Cazzocavallo, il riuscir dello scrittore ad essere ancora una volta inedito, parlando di werghe et similia, specie dopo innumerevoli altre perle di passati volumi.
E trovo ben riuscita, apprezzabile, la sensazione ambientale di desolazione e disillusa amarezza, sparsa dalla prima all’ultima pagina.
Opera senza possibilità di futuro e speranza, chirurgica, matematica.
Mi piacque, insomma.
Ammetto di non aver letto Crossed,e quindi quello che sto per scrivere sembrerebbe privo di senso, ma la vignetta che ho visto non fa che confermare quello che penso di Garth Ennis:oltre la volgarità vedo poco.
Intendiamoci, come autore ha scritto alcune cose veramente belle(L’idea alla base di The Boys e le sue storie su Ghost Rider,ovviamente a mio parere, sono delle vere e proprie perle),ma l’uso eccessivo delle situazioni ‘grottesche’ va a smorzare la forza della sua narrativa (alla prima rido,alla seconda sorrido,alla settima hanno frantumato i cosiddetti). Non sto dicendo ‘è volgare e basta’,ma alcune uscite se le potrebbe risparmiare(e secondo me la qualità delle storie ne migliorerebbe)
Piccolo discorso a parte merita l’Ennis-pensiero sui supereroi:si capisce che non li adora(e ne ha tutto il diritto),ma il modo che ha di prenderli in giro non mi piace (troppo gratuito e troppo facile da fare,mi riferisco sopratutto a quello che si legge sulle sue storie del Punitore): altri autori riescono nell’impresa(di prendere in giro quelli con calzamaglia e mantello) in maniera più incisiva(e con la giusta dose di volgare) di Ennis:mi riferisco a Wanted(Mark Millar), o a Wolverine VS Lorena Bobbit(non è una leccata di culo,quei poster fanno una presa per il culo sui super fenomenale)….
….tutto questo pippone per dire: Non mi piace Garth Ennis(mi merito gli insulti),ma un’occhiata a Crossed gliela darò.
Per la parte Nirvava, non ho trovato di cattivo gusto la parte del coniglio:un pò forte si,ma ti fa capire molto bene il personaggio di Golem(uno psicopatico è uno psicopatico,in fondo):è una scena funzionale alla storia(al pari dei suoi altri sproloqui),ed è parte integrante della narrazione che state facendo(che secondo me è il punto di forza di Nirvana,ed il motivo principale per cui lo compro)
Ma secondo me Golem non è affatto psicopatico, è la trasposizione di quella parte di popolo italico lobotomizzato dalla tivvù, si beve ogni cretinata che gli propinano e pensa solo a trombare.
Vi stimo sempre. Però ora che mi avete messo curiosità sul n. 2, dite a quelli di Panini di metterlo in vendita anche in versione elettronica sul sito? I numeri 0 e 1 me li sono letti, e secondo me come inizio è geniale. Era ora che passaste ad altro dopo Don Zauker, si vedeva che vi stavate stancando.
Vi stimo!
PS: ma qualcuno sa se in inglese “Horsecock” è legato a un gioco di parole, o è solo la traduzione italiana che fa più ridere perché legata foneticamente all’idea del noto formaggio a forma di testicolo equino?