“Non capisco cosa ci sia da ridere in un povero coniglietto sodomizzato da un energumeno visibilmente ritardato.”
Sì, sappiamo che sembra incredibile ma, nel desolante mondo dei forum, ai tempi di Nirvana 2, ci è capitato di leggere anche commenti di questo tipo.
È il solito discorso del dito e della luna, in fondo, no?
Uno legge quello che vuole leggere o che il suo gusto, la sua predisposizione e la sua intelligenza gli consentono di fare. Ma spostiamoci un attimo dal nostro piccolo orticello.
Un uomo che si fa una sega e si cosparge i capelli di sperma è una cosa abbastanza disgustosa, vero?
Eppure si tratta della scena forse più famosa di una commedia di grandissimo successo, trasmessa tranquillamente in tv, in prima serata.
Stiamo parlando di “Tutti pazzi per Mary” non di uno snuff movie. Questo per dire che quello che conta non è tanto il “cosa” quanto piuttosto il “come”. Sono il contesto, la preparazione, le conseguenze e gli effetti che fanno al differenza. Fermarsi ad una singola scena ed estrapolarla dal contesto per poi ricamarci sopra è sbagliato e intellettualmente disonesto.
Applicando lo stesso ragionamento a Crossed, l’ultima fatica di Garth Ennis (ma senza fare paragoni, sia chiaro; ché altrimenti ci sarà qualcuno subito pronto ad alzarsi per dire che ci siamo montati la testa), potremmo dire che non c’è niente da ridere in… SPOILER ALERT! …un energumeno, preda di un morbo misterioso che rende spaventosamente perversi, che picchia le sue vittime usando, a mo’ di manganello, il cazzo putrefatto di un cavallo urlando – appunto – CAZZOCAVALLO! come grido di battaglia.
E questo perché il pensiero che per suscitare l’ilarità di un pubblico maturo (com’è scritto in copertina) un povero cavallo che galoppava felice nelle verdi praterie, è stato evirato.
Ecco, com’è possibile apprezzare fumetti del genere?
Ora, a parte che una scena così, anche solo a sentirla raccontare, ci fa sganasciare dalle risate (ma noi siamo particolarmente sensibili, si sa) non è questo che dovrebbe generare o meno una discussione.
Perché si tratta di una storia di finzione, nello specifico a fumetti, non della realtà.
Perché si tratta di un fumetto in cui la posizione dell’autore rispetto a quanto succede e ai personaggi è abbastanza chiara, e soprattutto che gli eccessi raccapriccianti narrati e rappresentati sono il pretesto per raccontare altro.
Perché CAZZOCAVALLO è un personaggio che occupa (purtroppo, secondo noi) solo poche pagine in un’opera più lunga e complessa.
CAZZOCAVALLO che può piacere o non piacere, ma che non può essere ridotto all’intero senso di un’opera.
E stiamo parlando di Garth Ennis, intendiamoci, non di Kierkegaard.
Fermarsi a questo – o a dettagli simili – per giudicare, liquidare e condannare significa essere dei lettori ottusi, oppure essere dei bigotti, se non addirittura dei prevenuti che usano solo quello che gli fa comodo per condannare un autore che ha una visione sprezzante del loro modo d’intendere i fumetti e la vita o, nel peggiore dei casi, essere degli ottusi bigotti prevenuti.
Possibile che essere stati bombardati per anni da cose sempre uguali e sempre sulle stesse corde abbia abbassato a tal punto la soglia di senso critico o di capacità di approfindimento da far fuggire disgustati, irritati o scandalizzati, quando ci si trova davanti a qualcosa di un pochino più complesso della battutina fine a sé stessa o dell’eroe buono che prende a cazzottoni i cattivoni?
Ecco, è l’assenza di un comune codice comunicativo uno dei tanti, tanti, tanti motivi per i quali abbiamo preferito non partecipare mai a dibattiti e discussioni sterili, magari mordendoci la lingua in più di un’occasione.
Perché ad uno che scrive un commento come quello riportato ad inizio post, cosa gli vuoi rispondere? Che nessun animale è stato maltrattato durante la realizzazione di Nirvana 2 e che il coniglio della famosa scena era finto, mentre quello vero corre felice nei prati e mangia carote tutto il giorno?
Ci prestiamo più che volentieri, invece, per mail, interviste, interventi sui nostri due siti e dovunque sia possibile comunicare.
Nei covi degli ultrà o nei santuari dei fedeli integralisti preferiamo non andare.
Anche perché sono da sempre tra i nostri principali bersagli.
Presto (circa) alcune piccanti news su Nirvana.

